Carta d'Italia. Il Lazio

Il Lazio in una Grande Carta d'Italia. Segmento del Lazio Occidentale (Foglio 11)
Tavola
35-36
Titolo

Il Lazio in una Grande Carta d'Italia. Segmento del Lazio Occidentale (Foglio 11)

Autore
Anonimo
Disegnatore
Anonimo
Datazione
Metà sec. XVI
Descrizione

Carta senza scala e quadrettata. L'orografia tracciata a fasce di colore tra il verde e il giallo con ombreggiature. L'idrografia è in celeste: chiaro per il mare, vivo per i fiumi. Le valli e le pianure sono in verde (in nero nella riproduzione monocromatica). I toponimi in stampatello nero o bruno, sono in volgare e spesso anche in latino. I simboli degli abitati sono in rosso ed in nero. Il tarcciato del fiume Marta, emissario del lago di Bolsena, e dei suoi affluenti non corrisponde alla realtà, come risulta dalle carte prodotte nel XV secolo. La ridotta pianta di Roma, all'interno delle mura aureliane, mette in evidenza alcuni monumenti cristiani e pagani.

Tecnica
Acquerello
Dimensioni originali
cm. 37 x 54,5
Fonte

A.P. Frutaz, Le carte del Lazio, Roma 1972, II, XIVa, 35; XIVb, 36.

Nota bibliografica

A.P. Frutaz, Le carte del Lazio, I, XIV, Roma 1972, pp. 22-23.

Note

La carta fa parte di un atlante conservato nella Biblioteca del Seminario di Padova, cod. n. 1092, restaurato dal laboratorio dell'Abbazia di Praglia nel 1953. L'atlatante si compone da una carta d'insiem d'Italia (cm. 25,4 x 51,3) e da una grande carta della penisola (circa cm. 275 x 140) divisa in 19 fogli. Le due carte sono senza scale e acquarellate e quadrettate. L'orientamento delle due carte è quella normale alle carte del sec. XV. Discussanè la datazione di questo atlante, Carmelo Colamonico la pone alla seconda metà del sec. XVI. Luigi Frasson l'attribuisce al Gastaldi agli anni 1545/1546 circa. Eugenio Bevilacqua tra il 1610 e il 1639. Roberto Almagià alla prima metà del sec. XVI. Il Frutaz riproduce la carta in b/n.