Roma nel secolo XV

Pianta di Roma nel secolo XV
Tavola
167
Titolo

Pianta di Roma nel secolo XV

Autore
Anonimo
Disegnatore
Anonimo
Datazione
1538
Descrizione

Dipinto su tela raffigurante la città di Roma come era tra il 1478 e il 1490. Il dipinto è senza titolo ed è una veduta panoramica monumentale della Roma tardo medievale. La proiezione e la figurazione sono di tipo obliquo-verticale con alzato, orografica, panoramica. Le indicazioni toponomastiche sono scritte in caratteri maiuscoli. In minuscolo le notizie esplicative e le distanze tra porta e porta espresse in stadi. La circonferenza dei singoli colli è in passi ad eccezione di quella del Mons Capitolinus cum Tarpeio che è in stadi. L'orientamento è indicato a destra. In basso da sinistra a destra abbiamo: 1. medaglione con lupa e gemelli sotto un albero; 2. sulle torri di porta S. Agnese sventolano due vessilli, uno con i colori di Roma e la sigla S P Q R, e l'altro con l'aquila imperiale; il sottostante quadretto raffigura la fuga di Enea da Troia; 3. nell'altro medaglione è raffigurata la Roma Cristiana con i popoli inginocchiati ad essa; 4. tra porta Salaria e porta Pinciana vi è un cartellone sorretto da un'asta che termina con un globo e una croce (v. tav. 168).

Tecnica
Tempera su tela
Dimensioni originali
cm. 118 x 233
Fonte

A.P. Frutaz, Le piante di Roma, Roma 1962, II, XCVII, 167.

Nota bibliografica

A.P. Frutaz, Le piante di Roma, I, XCVII, Roma 1962, p. 151-154.

Note

Dipinto originale esposto nel Palazzo ducale di Mantova, saletta delle città. Si pensa che l'autore si sia ispirato ad un precedente prototipo rimasto sinora sconosciuto le cui indicazioni toponomastiche sono state largamente sfruttate per oltre un decennio. Per lo Hülsen e l'Ehrle si tratterebbe del prototipo della pianta di Roma, in 12 fogli reali, di Francesco Rosselli pittore e mercante fiorentino. Per G.B. De Rossi si tratterebbe, invece, della pianta dell'Alberti o di qualche suo discepolo. Diversi sono gli artisti che riproducono il prototipo di cui sopra, e tanto per citarne qualcuno, si va da Pietro Bruegel il Vecchio, allo Schedel, Sandro Botticelli, Giuliano da Sangallo. Ogni artista ha interpretato il prototipo a modo proprio: alcuni hanno ridotto il campo della città, altri hanno omesso il Colosseo, altri ancora vi hanno introdotto elementi fanstatici. Per spiegare la presenza di questo panorama romano a Mantova varie sono state le interpretazioni, ma quella più probabile è che la pianta apparteneva ad un gruppo di disegni di città notarili di proprietà della marchesa di Mantova, da lei cercati sin dal 1523 e che l'ambasciatore mantovano a Roma ricordava ancora nei suoi dispacci del giugno 1532.