Roma nel 1668

Pianta di Roma nel 1668
Tavola
350
Titolo

Pianta di Roma nel 1668

Autore
Matteo Gregorio De Rossi
Disegnatore
Matteo Gregorio De Rossi
Datazione
1668
Descrizione

La carta porta il titolo in alto: NUOVA PIANTA DI ROMA PRESENTE / CON I DISEGNI, E NOMI DELLE CHIESE, PALAZZI, EDIFICI, PIAZZE, STRADE, FORTIFICAZIONI, ET ALTRE COSE AGGIUNTE. La proiezione e la figurazione sono di tipo verticale mista. Le indicazioni toponomatiche, in latino e in italiano, sono riportate entro la pianta. L'orientamento è con l'indicazione del Nord a sinistra. A sinistra dall'alto in basso: dedica a Clemente IX racchiusa in un cartiglio; vedute di Castel S. Angelo e di S. Pietro; mano con compasso nell'atto di tracciare un disegno; "Spiegationi delle lettere" su un frammento architettonico; Superiorum permissu. In alto nel mezzo: prefazione al "Virtuoso lettore". A destra dall'alto in basso: stemma di Clemente IX sorreto da tre putti; maschera che sorregge tre corone di quercia con l'altare della Confessione in S. Pietro, il Laocoonte e il toro Farnese; due putti reggenti gli stendardi con le insegne dei Rioni; divinità fluviali rappresentante il Tevere con una mano sul globo terrestre e con l'altra che regge un remo; accanto la lupa con i gemelli. Sotto in una cornire barocca l'altare della Cattedra in S. Pietro al centro e 22 vedute di chiese e palazzi.

Tecnica
Incisioni in rame
Dimensioni originali
cm. 169 x 129; 9 fogli di cm. 36 x 42
Luogo e data edizione
Roma 1668 ed. Giovanni Battista De Rossi a Piazza Navona
Fonte

A.P. Frutaz, Le piante di Roma, Roma 1962, III, CLVII, 350.

Nota bibliografica

A.P. Frutaz, Le piante di Roma, Roma 1962, I, CLVII, p. 219-220.

Note

Esemplare conservato presso la Biblioteca dell'Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte in Roma, Roma VII. 250. Altri esemplari sono stati segnalati dallo Hülsen e dallo Scaccia Scarafoni. Matteo Gregorio De Rossi è un architetto ed ha disegnato questa pianta con gusto artistico e precisione. Tra l'altro egli ha introdotto interessanti notizie come ad esempio il perimetro della mura aureliane dove sono indicati i restauri fatti da vari pontefici a partire dal XV al XVII secolo.