Cartografia

Mobilità Studenti Istituti Superiori

Mobilità Studenti Istituti Superiori
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Analisi mobilità scolastica scuole superiori A.S. 2018/2019 sulla Città metropolitana di Roma Capitale

Geolocalizzazione, mappatura del numero degli studenti iscritti per indirizzo scolastico

Il progetto mira a produrre una cartografia interattiva, realizzata tramite l’applicazione open source QGIS, pubblicabile sul geoportale della Città metropolitana di Roma, attraverso il gestionale G3W-Suite. L’obiettivo è quello di offrire un sevizio di cartografia interattiva finalizzata alla gestione e alla programmazione della rete scolastica metropolitana, nonché alla mobilità degli studenti degli istituti superiori in relazione ai luoghi di residenza e ai distretti scolastici di appartenenza.

Gli attributi chiave presenti nel database fornito dall’Ufficio di statistica metropolitano consentono di classificare il singolo studente per CAP di residenza nell’ambito del comune di Roma. Per il restante territorio della Città metropolitana, per evitare sovrapposizioni nell’ambito dello stesso CAP, si è individuato l’attributo del confine comunale.

La banca dati, ad ora mancante di alcuni istituti, potrà essere potenzialmente implementata fino a prevedere una totale mappatura degli oltre 170 mila studenti di scuola secondaria nella Città metropolitana di Roma Capitale

La cartografia prodotta contiene i seguenti strati informativi:

  • numero di studenti per istituto;
  • codificazione del singolo plesso scolastico;
  • CAP di origine dello studente con denominazione comune e/o municipio;
  • CAP dell’istituto scolastico di destinazione dello studente

I dati potranno essere interrogati spazialmente per istituto secondo l’indirizzo scolastico, la sede centrale o succursale (fonte Dip. III, a.s. 2018-2019; Uff. metropolitano di Statistica).

I singoli istituti suddivisi per indirizzo scolastico offrono uno strato informativo che indica i legami geografici tra istituti, territori e popolazione scolastica. A tale dato possiamo poi aggiungere gli strumenti per realizzare valutazioni statistiche, qualitative e quantitative, riguardante i distretti scolastici.

Il dato cartografico relativo alla popolazione scolastica è composto da quattro strati informativi: uno shapefile puntuale che rappresenta la sede dell’istituto (plesso centrale o succursale), uno shapefile poligonale che permette la classificazione in classi del numero di studenti per aree di residenza (CAP o comune), con una colorazione graduata in base alla maggiore densità, uno shapefile puntuale che aggrega il numero degli studenti per aree di residenza in termini numerici e , infine, uno shapefile lineare che individua la “domanda di mobilità”, nell’a.s. 2018/2019, proveniente dai singoli territori. Il risultato finale è quello di classificare il grado di domanda di mobilità secondo una scala bassa, media, alta, con una colorazione della linea dei flussi origine/destinazione graduata e con uno spessore differenziato.

La mappatura dei dati sulle basi cartografiche è uno strumento rilevante per coloro che sono chiamati a gestire la rete scolastica della Città metropolitana di Roma e, costituisce, un valore aggiunto nel processo di pianificazione. Tale attività può essere velocizzata dalla condivisione delle informazioni, in un’ottica di strutturazione del dato in forma omogenea per contenuti e formato, così da corrispondere in tempi rapidi alle richieste di geolocalizzazione del dato.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Trasporti
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Servizi Pubblici - Strutture Scolastiche e Sanitarie

Servizi Pubblici - Strutture Scolastiche e Sanitarie
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Il progetto cartografico che abbiamo titolato “Servizi Pubblici: strutture Scolastiche e Sanitarie” è parte integrante della produzione cartografica di competenza del Sistema Informativo Geografico – GIS (di seguito GIS), ed esso è un elemento costitutivo, unitamente agli altri progetti cartografici-tematici, del “Catalogo Cartografico” del nuovo “Geoportale”.
Nel caso specifico parliamo dell’elaborazione e della rappresentazione, nonché della disposizione, della distribuzione e della organizzazione in un’unica mappa, di due entità fisiche diverse, due realtà presenti nel territorio della Città metropolitana di Roma Capitale (di seguito CMRC) e sono le:

  • strutture del sistema scolastico;
  • strutture del sistema sanitario.

Entrambe inquadrate e posizionate nel riconoscimento delle loro attività e necessità che permettano di stabilire delle relazioni con il tessuto paesaggistico della CMRC, definito da un disegno d’insieme che abbia un significato funzionale e formale.
Le informazioni ‒ raccolta di dati georeferiti nell’essere utilizzati per analisi di pianificazione e conoscenza dei fatti territoriali-paesaggistici ‒ allestite su basi cartografiche e illustrate stratigraficamente, sono ben esplicitate nella legenda che accompagna la tavola e sono derivate da:

  • per il Sistema Scolastico (istituti comprensivi, scuole d’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di I e II grado, università): dati in possesso del GIS e dati provenienti da altre fonti quali quelle universitarie per l’anno 2018, e dati derivati dai distretti scolastici (ad esempio ne sono stati rappresentati n.52) oltre a quelli degli Istituti aggiornati per l'anno scolastico 2019-2020;
  • per il Sistema Sanitario (ospedali e strutture sanitarie): dati delle ASL al 2016 e dati che discendono dai distretti sanitari (ad esempio ne sono stati rappresentati n.8: da Roma/A a Roma/H) e da altre fonti quali quelle regionali e quelle universitarie, quest’ultime riferite al biennio 2018-2019.

Di seguito diamo un quadro sintesi del ruolo raffigurativo svolto dalla tavola cartografica:

  1. Strutture Sistema Scolastico. Edifici distribuiti territorialmente nella CMRC, che per definizione tipologica, requisiti funzionali, consistenza dimensionale e identità figurativa rivelano la complementarità con l’architettura per le comunità, i cui connotati tipologici e linguistici dovrebbero evidenziare strutture di ampia funzionalità in grado di condensare la vita sociale. Per questa via il linguaggio non è al servizio di un’astrattezza ma offre una riconoscibilità a determinati fatti insediativi.
  2. Strutture Sistema Sanitario. Edifici anch’essi dispensati nel territorio della CMRC, dove le attività sanitarie definiscono un centro e un perimetro di fabbricati specializzati in rapporto di frontalità, una microurbanistica dai diversi livelli insediativi, determinata dalla loro stessa connotazione tipologica. Si configurano così delle vere e proprie isole, che concentrano situazioni comunitarie assegnando un luogo alla popolazione e proteggendo le svariati attività.

A prescindere dalla qualità rappresentativa dei due temi trattati e contenuti nella tavola cartografica, va detto che essi pongono degli interrogativi volti al riconoscimento dei limiti organizzativi dell’apparato urbano delle architetture comunitarie, nell’allestimento e nella dislocazione dei servizi citati che costituiscono la vita sociale e, allo stesso tempo, meritano una riflessione separata nel capire il perché le infrastrutture si presentano mancanti o fatiscenti, le attrezzature approssimative, quelle culturali, quando esistono, largamente carenti che portano nel complesso alla: incompletezza strutturale come decadimento complessivo di un sistema.
L’impianto del progetto così come è stato pensato e definito è subordinato nel voler dare tutte le informazioni utili alla comprensione della realtà territoriale. Esso nasce con la finalità di proiettarsi verso la effettiva domanda dell’utenza che esprime bisogni reali (ad esempio il tempo della distanza dalle strutture scolastiche e dalle strutture ospedaliere) e, non fittizi, dettati da regole di comportamento che definiscono categorie possibili dai requisiti tecnico-progettuali, aventi obiettivi dichiarati che possano guidare e motivare le scelte concretamente perseguite da tutti gli attori coinvolti.

 

 

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Reti, infrastrutture e servizi di comunicazione
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:10.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Mosaico Piani Emergenza Comunali (PEC)

Mosaico Piani Emergenza Comunali (PEC)
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Andiamo a far conoscere questo progetto cartografico avente come tema e come titolo “Mosaico Piani Emergenza Comunali” (di seguito PEC). Anch’esso fa parte, unitamente agli altri progetti, della raccolta in ambiente “Catalogo Cartografico” del nuovo “Geoportale”, ed è parte integrante della produzione ufficiale delle carte geografiche tematiche paesaggistico-territoriali della Città metropolitana di Roma Capitale (di seguito CMRC) realizzate dal Sistema Informativo Geografico (di seguito GIS).

Il PEC rappresenta uno strumento operativo dinamico che contiene tutte le procedure per fronteggiare una qualsiasi calamità attesa o imprevista, ed esso necessita di aggiornamenti periodici allo scopo di poter gestire le situazioni di criticità che mutano con il mutare dell’andamento del territorio e del tessuto sociale.

Redatto secondo i criteri e le norme operative del Dipartimento della Protezione Civile (le prime disposizioni risalgono al 1970 con la legge n. 996, a cui ha fatto seguito la legge del 1992 n. 225) e delle Giunte Regionali (concorrono alla gestione: Regioni, Enti locali e Volontari), ha come finalità quella di analizzare le problematiche esistenti nel territorio ‒ analisi dei fenomeni “naturali e non” in quanto potenziali fonti di pericolo per la struttura sociale ‒ organizzando le procedure di emergenza, le attività di monitoraggio del territorio e l’assistenza alla popolazione.

Di fatto l’importanza del PEC risiede nella “funzione pubblica”. Nel senso che esso è un documento non riservato ai soli addetti ai lavori, ma bensì deve essere adeguatamente diffuso e messo a disposizione del singolo cittadino nel metterlo a conoscenza dei rischi ‒ possibili/gestibili ‒ della realtà locale e nell’affrontare le situazioni di pericolo con il fine di ridurre i rischi per sé e per gli altri.

In sintesi, al PEC spetta il compito di essere in grado di:

  1. assegnare la responsabilità alle organizzazioni e agli individui nel programmare, nei tempi e nei luoghi, azioni specifiche di urgenza;
  2. coordinare la messa in atto degli interventi e le relazioni fra i coordinatori;
  3. proteggere le persone e la proprietà in situazioni di allarme e di disastri;
  4. identificare il personale, l'equipaggiamento, le competenze, i fondi e tutte quelle altre risorse disponibili da utilizzare durante le operazioni di risposta;
  5. riconoscere e mettere in atto tutte quelle iniziative nel migliorare le condizioni di vita a chi si deve allontanare dalla propria abitazione.

Entrando nello specifico di questa mappa-progetto, ricadente nel tessuto della CMRC, in essa andiamo a mostrare quanto ne deriva dall’elaborazione e dalla rappresentazione della realtà visibile, dando una corretta ubicazione topografica-territoriale dei centri operativi comunali ‒ con legenda unificata secondo l’allegato A delle Linee Guida per la pianificazione comunale o intercomunale di emergenza di Protezione Civile della Regione Lazio del 9 maggio 2014 ‒ individuabili nella diversa colorazione e/o tonalità cromatica e sono:

a. aree di attesa;

b. centri operativi comunali;

c. strutture di accoglienza;

d. aree di accoglienza;

e. edifici rilevanti e strategici;

f. aree di ammassamento e di attesa.

Il progetto così come è stato pensato e per il tema trattato assume particolare rilievo in ogni procedura compositiva, subordinata al voler dare tutte le informazioni utili alla comprensione della realtà territoriale che, nello specifico, è esplicitata dal sistema distributivo delle reti operative, sopra elencate, presenti in 87 comuni della CMRC. Si è trattato, dunque, di usare parametri descrittivi o pianificatori costruiti sulla esperienza e, dove, l’intento risiede nella possibilità di analizzare e disporre di un primo strato informativo per poter ragionare in termini aggregazionali e di confronto tra i diversi piani di lettura, caratterizzati da presenze reali che tendono inevitabilmente a creare un sistema unificato di riferimento.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Pianificazione del territorio e catasto
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:50.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale
  • Sottocategoria Inspire: Area di gestione/restrizione/zone di regolamentazione e unità di rilevazione

Infrastrutture Viabilità e Trasporti

Infrastrutture Viabilità e Trasporti
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Il progetto “Infrastrutture Viabilità e Trasporti” fa parte della produzione cartografica appartenente al Sistema Informativo Geografico – GIS (di seguito GIS). Nello specifico, in questo lavoro, parliamo dell’elaborazione e della rappresentazione di una carta a tema inquadrata nel riconoscimento delle necessità funzionali del tessuto territoriale ‒ quello della Città metropolitana di Roma Capitale (di seguito CMRC) ‒ e tratteggiata dall’esistenza potenziale dell’insieme di intersezioni viarie (punti d’incrocio tra due strade), ricavate dalla:

  • Nuova Carta Tecnica Regionale ‒ NCTR del Lazio 2014 ‒ alla scala 1:5.000.

Su di una carta base è stata allestita la struttura compositiva del progetto, avente la finalità di mettere a disposizione una serie di informazioni documentarie (dati), utili alla comprensione della realtà paesaggistico-territoriale definita da elementi geometrici lineari costituiti da una rete (sistema stradale), più o meno complessa, articolata in nodi ed archi di intersezione (o rami), che potessero soddisfare le più svariate necessità, o richieste, nell’operare concreto.

Dall’esistenza di una gerarchia fra i vari rami della rete, ne deriva che alcuni di essi hanno caratteristiche ‒ oltre alla rete viaria della CMRC ‒ autostradali, statali, regionali, comunali e, ferroviarie, idrografiche; ed in cui il nodo (ad es. una tipologia è l’intersezione a raso che può essere una rotatoria), ne è l’elemento di interconnessione tra i vari rami della rete, che assume caratteristiche diverse a seconda della tipologia dei rami che in esso si connettono.

Da ciò discende anche l’insieme di dati riferiti a manufatti infrastrutturali fisici e materiali vulnerabili (intersezioni a livelli sfalsati) quali: ponti, sovrappassi, sottopassi, viadotti e opere assimilabili, che consentono lo smistamento delle correnti veicolari fra rami di strade posti a livelli diversi. Si tratta di architetture poggianti lungo il sistema viario di competenza della CMRC ed individuate attraverso la:

  • fotointerpretazione e analisi in ambiente GIS di foto aeree, anno 2014, ad una risoluzione di dettaglio di cm. 20 tale da permettere la giusta identificazione delle intersezioni a livelli sfalsati.

Nel complesso si tratta di un lavoro di intricata narrazione ipertestuale, modellata sull’insieme delle intersezioni nella gestione della nuova dimensione interattiva che si va a stabilire tra gli elementi che esercitano una reciproca attività come: la rete viaria della CMRC e tutte le altre reti sopra citate.

Con l’ausilio della tecnologia è stata creata una banca dati (aggiornata con cadenza annuale con Open Street Map), che si è concretizzata tramite l’uso di strumenti informatici (software) in dotazione del GIS.

Di fatto l’analisi della presenza puntuale delle linee di intersezione sul territorio ha prodotto, a corredo, la stesura e la compilazione di una scheda informativa di dettaglio, avendo come obiettivo l’attribuzione di un codice ad ogni singolo punto. Questo è stato possibile attraverso degli Script SQL, tali da verificare che tutte le geometrie fossero effettivamente e soltanto dei punti singoli e, dei quali, non esistessero punti ripetuti con le stesse coordinate X e Y. Eliminando così il dato ridondante, nel caso in cui vi fosse la presenza di un punto o più punti ripetuti.

Da quanto detto ne discende, dunque, che la chiave di lettura del progetto qui descritto e che accompagna la mappa, ha come previsione nel prossimo futuro, il censimento in loco di tutti quegli elementi architettonici infrastrutturali, reali e materiali, prodotti dall’uomo di cui sopra indicati e presenti lungo la viabilità di competenza della CMRC. Tale obiettivo è realizzabile con la messa in atto di sopralluoghi mirati alla raccolta dei dati (facendo uso ad es. degli strumenti forniti dalla società Gulliver per le GeoFoto, dove i dati verrebbero convogliati entro un sistema denominato MDC-Collector che consentirebbe il passaggio nella banca dati Oracle), necessari a verificare lo stato di conservazione di dette architetture, nonché la formulazione di interventi manutentivi.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Reti, infrastrutture e servizi di comunicazione
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Inquadramento Territoriale

Inquadramento territoriale
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Il progetto “Inquadramento Territoriale” che andiamo a far conoscere fa parte della produzione cartografica ufficiale del Sistema Informativo Geografico ‒ GIS ‒. Nella fattispecie alla sua realizzazione si è fatta strada la necessità di voler mettere a disposizione una cartografia a tema ‒ territorio della città metropolitana ‒ da un lato alquanto leggibile nell’essere inquadrata e suddivisa in reticoli geografici ben definiti, dall’altro nell’essere funzionale nei vari utilizzi di chi ne dovrà fruire.

Su di una carta base è stato posto l’impianto del progetto, subordinato alla disponibilità di informazioni e alla comprensione della realtà territoriale definita entro riquadri, avvalendosi di un sistema cartografico che potesse soddisfare le esigenze operative quale:

  • la Nuova Carta Tecnica Regionale ‒ NCTR del Lazio ‒ (derivante dalla Carta d’Italia alla scala 1:100.000 dell’Istituto Geografico Militare), alla scala 1:50.000 (reticoli in rosso), 1:10.000 (reticoli in nero), 1:5.000 (reticoli in verde).

Le sezioni (fogli) della NCTR ‒ che compongono il quadro d’unione territoriale locale ‒ alla scala 1:50.000 sono suddivisi in 4x4 ottenendo da ciascuno 16 sezioni in scala 1:10.000, le sezioni sono ulteriormente ripartire in 2x2 traendo 4 elementi in scala 1:5.000. Le sezioni sono contraddistinte da un titolo e da un numero di sei cifre (le prime tre indicano il numero del foglio, la quarta e la quinta la posizione nell’ambito del foglio, la sesta è sempre zero ad indicare gli elementi a scala). Le coordinate geografiche sono riferite all'ellissoide internazionale con orientamento medio europeo (ED. 1950). Le coordinate piane ortogonali si attengono al sistema nazionale Gauss-Boaga, con il territorio italiano compreso in due fusi di 6° e con i meridiani centrali situati alle longitudini di 9° e 15° Est di Greenwich. Al margine di ogni sezione sono riportate apposite costanti dove è possibile ricavare anche il reticolato UTM.

Inoltre il progetto si avvale anche dell’impiego di cartografia rappresentativa quale:

  • le Carte dell’Istituto Geografico Militare ‒ IGM ‒ alla scala 1:100.000 (reticoli in blu), 1:25.000 (reticoli in arancio). Aventi la finalità manifesta dell’individuazione delle trasformazioni del territorio nella messa a confronto.

Il progetto, dunque, così come è stato pensato ed elaborato prevede la messa a disposizione, a largo raggio, del quadro conoscitivo del territorio-paesaggio (ad es. idrografia, pendii, terrazzi, bacini imbriferi, cavalcavia, rete viaria, ponti, aree urbane, aree coltivate, aree boschive ecc.), inquadrato entro un rigoroso sistema geometrico composto da un reticolato geografico che va a definire un quadro d’unione. L’intento è quello di utilizzarlo nell’individuazione di porzioni di territorio da analizzare, esaminare e quantificare nella sua composizione e nella sua trasformazione tanto genetica quanto concausata da interventi umani.

Il progetto è indirizzato agli operatori, ai progettisti, agli amministratori locali e chi a vario titolo si interessa di paesaggio. Di fatto esso vuole essere uno strumento operativo di dettaglio per tutte quelle attività disciplinari rivolte a studi e ricerche nel definire le direttive in quelle materie riguardanti l’uso del suolo, come ad esempio la pianificazione urbanistica e la programmazione a tutti i livelli.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Mappe di base
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000

Uso e Copertura del Suolo

Uso e Copertura del Suolo
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La mappa “Uso  e Copertura e del Suolo” prodotta dal Sistema Informativo Geografico - GIS, contiene i dati in seno al progetto cartografico europeo denominato CORINE-Land Cover (di seguito CLC), realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), e quelli della Carta dell’Uso del Suolo della Regione Lazio (di seguito CUS), quest’ultima inquadrata nell’ambito del progetto CLC. Dati riconducibili al territorio metropolitano di Roma capitale.
La mappa così come è stata pensata e strutturata contiene la serie delle informazioni geografiche in termini temporali definite dallo studio-progetto del CLC a partire dal: 1990, 2000, 2006, 2012, 2018; con  cambiamenti e variazioni  che vanno dal: 1990/2000, 2000/2006, 2006/2012, 2012/2018; e quelle del CUS 2010 con gli aggiornamenti al 2016, immagazzinate in un sistema informativo geografico.
Di seguito diamo un quadro sintesi dei 2 progetti: 1. CLC - 2. CUS.


1. Il progetto cartografico CLC, specifico per la copertura e uso del territorio, è parte integrante - insieme ad altri progetti che riguardano, ad esempio, la conservazione della natura (CORINE-Biotopes), l’emissioni in aria (CORINE-AIR), i suoli ed erosione costiera (CORINE Erosion) - del programma CORINE (COoRdination of INformation on the l’Enviroment) approvato nel 1985 dal Consiglio delle Comunità Europee per dotare: Unione Europea, Stati associati, Paesi limitrofi dell’area mediterranea e balcanica di informazioni territoriali omogenee sullo stato dell’ambiente.
Lo scopo principale del programma CORINE è stato ed è quello di verificare la condizione dell'ambiente nell'area comunitaria, al fine di fornire un valido supporto allo sviluppo delle politiche comuni, atto a controllarne gli effetti e proporre eventuali correttivi.
Sin dall’inizio il progetto CLC, di cui la prima strutturazione risale al 1990 (CLC90), coordinato dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), prevede la realizzazione di una cartografia tematica a copertura del suolo alla scala di 1:100.000, con una legenda di 44 voci su 3 livelli gerarchici. L’unità spaziale minima mappabile è stata indicata in 25 ettari, corrispondente ad un quadrato di 5 mm. di lato o ad un cerchio di 2,8 mm. di raggio.
Con i successivi aggiornamenti al CLC, prende corpo nel 2000, il progetto Image & Corine Land Cover 2000 (vi aderiscono 33 paesi tra i quali l’Italia. Il lavoro svolto dall’Italia è di tipo eterogeneo nelle diverse Regioni). A seguire quello del 2006 realizzato nell’ambito del programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security) Fast Track Service on Land Monitoring. Poi nel 2012 con l’avvio di  un piano per l’attuazione dei servizi di Land Monitoring nel settore GIO (GMES Initial Operations) Land Monitoring Implementation Plan 2011-2013.
Allo stato attuale la produzione dei dati CLC rientra nella sfera tematica “Land” del programma “Copernicus”, in cui ISPRA ha coordinato un partenariato progettuale Italian NRCs LC Copernicus supporting activities for the period 2017-2021, che ha portato all’aggiornamento del CLC2018: effettuato con l’impiego di immagini satellitari provenienti dal Sentinel-2 e dal Landsat8, geoprocessate e utilizzate nel procedimento di fotointerpretazione.
A corallario di quanto detto la tabella che segue definisce un quadro cronologico evolutivo-temporale della copertura del suolo del programma CORINE.

  CLC1990 CLC2000 CLC2006 CLC2012 CLC2018
Dati satellitari Landsat-5 MSS / TM
data unica
Lands13at-7 ETM
data unica
 
SPOT-4/5 e
IRS P6 LISS III
doppio appuntamento
 
IRS P6 LISS III
e RapidEye
doppio appuntamento
 
Sentinel-2 e Landsat-8 per il riempimento degli spazi
Coerenza temporale 1986-1998 2000 +/- 1 anno 2006 +/- 1 anno 2011-2012 2017-2018
Precisione geometrica, dati satellitari ≤ 50 m ≤ 25 m ≤ 25 m ≤ 25 m ≤ 10 m (Sentinel-2)
Min. unità di mappatura / larghezza 25 ha / 100m 25 ha / 100m 25 ha / 100m 25 ha / 100m 25 ha / 100m
Precisione geometrica, CLC 100 m meglio di 100 m meglio di 100 m meglio di 100 m meglio di 100 m
Accuratezza tematica, CLC  ≥ 85% (probabilmente non raggiunto)  ≥ 85% (raggiunto) [13]  ≥ 85%  ≥ 85% (probabilmente raggiunto)  ≥ 85%
Modifica mappatura (CHA) non implementato spostamento limite min. 100 m;
area di cambio per poligoni esistenti ≥ 5 ha; per cambi isolati ≥ 25 ha
 
dislocamento min. 100 m;
tutte le modifiche ≥ 5 ha devono essere mappate
 
dislocamento min. 100 m;
tutte le modifiche ≥ 5 ha devono essere mappate
 
dislocamento min. 100 m;
tutte le modifiche ≥ 5 ha devono essere mappate
 
Accuratezza tematica, CHA  -  non controllato  ≥ 85%
(raggiunto)
≥ 85% ≥ 85%
Tempi di produzione 10 anni 4 anni 3 anni 2 anni 1,5 anni
Documentazione metadati incompleti metadati standard metadati standard metadati standard metadati standard
Accesso ai dati (CLC, CHA) politica di diffusione poco chiara politica di diffusione concordata sin dall'inizio accesso gratuito per tutti gli utenti accesso gratuito per tutti gli utenti accesso gratuito per tutti gli utenti
Numero di paesi coinvolti

 26
(27 con attuazione tardiva)

 30
(35 con attuazione tardiva)
 38  39  39

 

2. Il progetto CUS della Regione Lazio, conforme alle direttive europee (legenda, scala ecc.), è una carta tematica di base inquadrata, come già suesposto, nel circuito del progetto CLC dell’Unione Europea (realizzata nell’ambito della redazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale).
La carta si fonda su 5 classi principali: superfici artificiali, superfici agricole utilizzate, superfici boscate ed ambienti seminaturali, ambiente umido, ambiente delle acque. Si sviluppa per livelli di dettaglio in funzione della scala di rappresentazione, ponendosi alla lettura del territorio regionale al IV livello, con 72 classi di uso del suolo e con una unità minima cartografata di un ettaro.
La carta così come è stata strutturata, quale prodotto dall’originario rilievo eseguito dall’Unione Europea, contribuisce ad un uso flessibile in ordine all’approfondimento e all’integrazione delle classi, oltre a porre le informazioni temporali in essa contenute, ad un confronto, ad una lettura e ad un monitoraggio del territorio-paesaggio nelle sue dinamiche evolutive.
Si tratta di una carta regionale di chiara rilevanza territoriale, in quanto essa ha la proprietà di essere uno strumento operativo volto alla ricerca di chi a vario titolo si interessa di ambiente e di paesaggio naturalisto-antropico e, dunque, applicabile negli ambiti delle scienze naturali e territoriali-paesaggistiche, e della programmazione e pianificazione a tutti i vari livelli.

 

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Informazioni geo-scientifiche
  • Anno: 2018
  • Scala: 1:10.000
  • Ente: Regione Lazio

Sistema della Mobilità

Sistema della mobilità
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La Carta della Mobilità nasce con l’intento di descrivere con perizia i servizi erogati, ponendosi allo stesso tempo come strumento di garanzia della trasparenza dei processi implementati. 

Nello specifico la Carta della Mobilità è la rappresentazione del sistema viario ai fini di una successiva implementazione. Essa si pone come strumento utile per le nuove politiche di sviluppo sostenibile che migliorino l’efficienza dell’impianto stradale. I nuovi strumenti di pianificazione nazionale, infatti, dovranno porre l’attenzione sulla mobilità, l’analisi delle sue componenti e delle problematiche ad esse connesse per la realizzazione di infrastrutture stradali sempre più sicure. 

La rete viaria della Città metropolitana di Roma Capitale si distribuisce sul territorio per circa 3.000 km. 

Nella mappa presentata è possibile visualizzare, nell’ambito dei confini amministrativi della Città Metropolitana di Roma Capitale, il sistema viario, costituito dalle strade statali e regionali, nazionali la rete ferroviaria e quella metropolitana. 

I principali obiettivi offerti dallo studio della Carta della Mobilità saranno quelli di: 

  • massimizzare l’efficacia, l’efficienza e l’affidabilità del trasporto locale e la sua integrazione con il trasporto ferroviario; 
  • massimizzare la capacità del sistema ferroviario di assorbire tutto il traffico possibile delle persone e delle merci; 
  • organizzare una rete stradale in modo da aumentarne l’efficienza; 
  • operare per una mobilità sostenibile assicurando ai cittadini e alle imprese la migliore accessibilità del territorio generale, promuovendo un sistema integrato in cui il trasporto collettivo assolva un ruolo fondamentale. 
  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Reti, infrastrutture e servizi di comunicazione
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Autorità di Bacino - Distretto Appennino Centrale

Autorità di bacino
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La mappa rappresenta i limiti dei bacini idrografici delle Autorità di Bacino ricadenti nel territorio dell’Ente, in particolare l’Autorità di Bacino Regionale del Lazio, l'Autorità di Bacino del Tevere e l'Autorità di Bacino Liri-Garigliano, con le relative vincolistiche dei rispettivi Piani di Assetto idrogeologico (PAI) e degli eventuali Piani Stralcio approvati da Decreti Segretariali successivi.

L’Autorità di bacino è un Ente, istituito con legge 18 maggio 1989 n.183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo). Essendo un organismo misto, costituito tra Stato e Regioni, ha il compito di coordinare tutte le azioni sul territorio, in particolare di pianificare in modo integrato ed unitario l’ambito e la programmazione fisico ambientale e socio-economica dei bacini idrografici.

Il bacino idrografico rappresenta la porzione di territorio che raccoglie le acque superficiali che defluiscono lungo i versanti e le fa confluire in uno stesso corso d’acqua. La linea di cresta dei rilievi che contornano il bacino prende il nome di spartiacque e separa un bacino dall’altro, inoltre è l'unità fisiografica fondamentale alla quale far riferimento nello studio dei fenomeni fluviali e dei processi geomorfologici ad essi legati e viene, inoltre, inteso come un ambito fisico di pianificazione che, supera le frammentazioni prodotte dall'adozione di aree di riferimento aventi confini esclusivamente amministrativi.

Sia il Piano per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) che i Piani stralcio, operano essenzialmente nel campo della difesa del suolo, con particolare riferimento alla difesa delle popolazioni e degli insediamenti residenziali e produttivi a rischio.

Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, che ha sostituito la legge 18 maggio 1989 n.183, ha istituito 8 distretti idrografici nazionali per i quali è necessario redigere il Piano di gestione.

Dal 14/06/2018, a seguito della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 aprile 2018 (G.U. Numero 135 del 13/06/2018), le attività che erano state delegate alla Regione (determinazione n. G04012 del 29/03/2017) sono di competenza delle Autorità di bacino distrettuali.

Il territorio della Città Metropolitana di Roma ricade in parte nell’ambito del Distretto dell’Appennino Centrale (ex ambito de l’Autorità di Bacino Regionale del Lazio e dell’Autorità di bacino del Tevere) e in parte nel Distretto dell’Appennino Meridionale (ex ambito dell’Autorità di Bacino Liri-Garigliano).

Link del sito dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale: http://www.autoritadistrettoac.it/

Link del sito dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale: https://www.distrettoappenninomeridionale.it/

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Acque interne
  • Anno: 2019
  • Scala: 1:10.000
  • Ente: Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale/Meridionale

Carta base

Carta base
Visualizzatore Cartografico della MappaWMSDataset

Le carte tematiche contengono tutte le informazioni riguardanti un interesse applicativo per chi opera sul territorio. Esse si sviluppano partendo dalla cartografia di base, sul quale viene rappresentato ogni fattore considerato. Dall’incrocio dei suddetti fattori si determina la zonizzazione del territorio in aree omogenee. In questo modo è sempre possibile verificarne il contesto normativo e/o conoscitivo scientifico.  

La mappa proposta rappresenta uno strato informativo a composizione mista, formato sia da elementi morfologici del territorio che da elementi derivati dalla cartografia catastale. In essa vi è rappresentato l’aspetto amministrativo territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale, utile all’analisi di tematiche specifiche dell’ambito urbano.  

Oltre alla delimitazione dei limiti amministrativi comunali della Città Metropolitana di Roma e dei Comuni, (visualizzabili nei diversi contesti di sfondo cartografico), sono presenti: la suddivisione in municipi, la mappa idrografica, e l’indicazione della profondità marina rappresentata dalle curve batimetriche. All’interno della mappa possono inoltre essere visualizzati i reticoli dell’IGM proposti in differenti scale: 1:5.000, 1:10.000; 1:25.000; 1:50.000; 1:100.000.  

In generale, le carte tematiche forniscono informazioni riguardanti le peculiarità di un dato territorio e i processi di trasformazione che lo hanno interessato. Per poter intervenire sul territorio, sia con finalità urbanistiche che agricole, occorre, infatti, conoscerne non solo le caratteristiche geografiche ma anche i parametri (fisici, antropici, economici) necessari a rappresentare correttamente la situazione e l’evoluzione della zona analizzata.  

Le carte tematiche sono costituite da immagini grafiche, redatte su base cartografica, che, mediante una serie di elementi (campiture, simboli, colori, figure convenzionali, diagrammi), consentono legami geografici e valutazioni statistiche, qualitative e quantitative, riguardanti i diversi fenomeni specifici dei luoghi considerati. Esse comprendono una vasta gamma di elaborati assai diversificati, sia per le modalità di rappresentazione connesse alla natura degli argomenti trattati, che per la scala di rappresentazione e l’ampiezza delle aree rappresentate.  

Esistono diverse tipologie di carte: quelle che studiano la natura del territorio (carte geologiche, geomorfologiche, litologiche, del dissesto, della vegetazione, ecc.), altre che analizzano temi legati alla presenza antropica (carte della vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento, carte archeologiche ecc.) e carte relative ad aspetti della pianificazione e dell’utilizzazione reale del suolo (carta dei suoli, dell’uso reale del suolo, della capacità d’uso dei suoli, ecc.). 

Le carte tematiche possono essere catalogate come carte di base e carte di sintesi, a seconda che siano fondate su parametri rintracciabili direttamente sul terreno oppure siano il risultato dell’elaborazione delle carte di base a scopo di ricerca o di pianificazione territoriale.  

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Mappe di base
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:25.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Vegetazione Reale Aggiornamento 2013

Vegetazione reale
Visualizzatore Cartografico della MappaWMSDataset

La mappa è una rappresentazione cartografica aggiornata della vegetazione reale relativa alla Città Metropolitana di Roma Capitale. La stessa è stata realizzata attraverso: fotointerpretazione di ortofoto digitali a colori AGEA, acquisite nel 2008, rilievi fitosociologici e punti di controllo a terra. In essa è raffigurato il mosaico delle coperture del suolo e delle comunità vegetali effettivamente presenti sul territorio al momento dell’acquisizione fotografica aerea.  

Scala di interpretazione: 1:25.000. 

La vegetazione naturale è stata tematizzata in base al metodo fitosociologico di Braun-Blanquet, ovvero alla catalogazione attualmente proposta dalla comunità scientifica. Le altre coperture del suolo, descritte in legenda, sono state ordinate in categorie funzionali alla rete ecologica, dal primo al quinto livello. tramite classificazione Corine Land Cover,  

Recentemente l’Unione Europea ha predisposto una normativa riguardante la protezione di specie ed habitat naturali. Sono stati quindi introdotti vari sistemi di classificazione relativi alla copertura vegetale e ai sistemi antropici, al fine di uniformare i dati per tutti gli Stati membri. 

Per tale motivo il vettoriale della Vegetazione Reale, georeferito e collegato a un data base geografico, è tematizzabile secondo le categorie sintassonomiche della fitosociologia, ma anche secondo le classificazioni principali utilizzate dalle normative e dai programmi della Comunità Europea. Nel dettaglio:“Habitat di Natura 2000” (come descritti dalla Direttiva CEE 92/43); “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche” Corine Land Cover IV-V livello; Corine Biotopes (ovvero sistema di identificazione e descrizione dei biotopi di maggiore importanza per la conservazione della natura nella Comunità); sistema di classificazione degli Habitat EUNIS (European Nature Information System).  

 

  • Le corrispondenze tra i diversi sistemi di classificazione sono basate su:  
  • Banca dati dell’European Environment Agency; 
  • Aggiornamento della classificazione EUNIS effettuato nel 2004 (Davies et al. 2004) e nel 2007; 
  • Manuale degli Habitat di Carta della Natura (Angelini et al. 2009). Adattamento all’Italia prodotto dall’APAT nel 2004, aggiornato al 2011; 
  • Manuale italiano per l’interpretazione degli Habitat Direttiva 92/43/CEE (a cura di Biondi E. & Blasi C.). 
  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Ambiente
  • Anno: 2014
  • Scala: 1:25.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale
  • Sottocategoria Inspire: Habitats e biotipi