Catalogo cartografico

Questa pagina permette di sfogliare le risorse presenti nel catalogo seguendo alcune classificazioni predefinite. Da qui è possibile trovare dati e metadati d’interesse, o accedere al servizio WMS.

Infrastrutture Viabilità e Trasporti

Infrastrutture Viabilità e Trasporti
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Il progetto “Infrastrutture della Viabilità e Trasporti” fa parte della produzione cartografica appartenente al Sistema Informativo Geografico – GIS (di seguito GIS). Nello specifico, in questo lavoro, parliamo dell’elaborazione e della rappresentazione di una carta a tema inquadrata nel riconoscimento delle necessità funzionali del tessuto territoriale ‒ quello della Città metropolitana di Roma Capitale (di seguito CMRC) ‒ e tratteggiata dall’esistenza potenziale dell’insieme di intersezioni viarie (punti d’incrocio tra due strade), ricavate dalla:

  • Nuova Carta Tecnica Regionale ‒ NCTR del Lazio 2014 ‒ alla scala 1:5.000.

 

Su di una carta base è stata allestita la struttura compositiva del progetto, avente la finalità di mettere a disposizione una serie di informazioni documentarie (dati), utili alla comprensione della realtà paesaggistico-territoriale definita da elementi geometrici lineari costituiti da una rete (sistema stradale), più o meno complessa, articolata in nodi ed archi di intersezione (o rami), che potessero soddisfare le più svariate necessità, o richieste, nell’operare concreto.

Dall’esistenza di una gerarchia fra i vari rami della rete, ne deriva che alcuni di essi hanno caratteristiche ‒ oltre alla rete viaria della CMRC ‒ autostradali, statali, regionali, comunali e, ferroviarie, idrografiche; ed in cui il nodo (ad es. una tipologia è l’intersezione a raso che può essere una rotatoria), ne è l’elemento di interconnessione tra i vari rami della rete, che assume caratteristiche diverse a seconda della tipologia dei rami che in esso si connettono.

Da ciò discende anche l’insieme di dati riferiti a manufatti infrastrutturali fisici e materiali vulnerabili (intersezioni a livelli sfalsati) quali: ponti, sovrappassi, sottopassi, viadotti e opere assimilabili, che consentono lo smistamento delle correnti veicolari fra rami di strade posti a livelli diversi. Si tratta di architetture poggianti lungo il sistema viario di competenza della CMRC ed individuate attraverso la:

  • fotointerpretazione e analisi in ambiente GIS di foto aeree, anno 2014, ad una risoluzione di dettaglio di cm. 20 tale da permettere la giusta identificazione delle intersezioni a livelli sfalsati.

Nel complesso si tratta di un lavoro di intricata narrazione ipertestuale, modellata sull’insieme delle intersezioni nella gestione della nuova dimensione interattiva che si va a stabilire tra gli elementi che esercitano una reciproca attività come: la rete viaria della CMRC e tutte le altre reti sopra citate.

Con l’ausilio della tecnologia è stata creata una banca dati (aggiornata con cadenza annuale con Open Street Map), che si è concretizzata tramite l’uso di strumenti informatici (software) in dotazione del GIS.

Di fatto l’analisi della presenza puntuale delle linee di intersezione sul territorio ha prodotto, a corredo, la stesura e la compilazione di una scheda informativa di dettaglio, avendo come obiettivo l’attribuzione di un codice ad ogni singolo punto. Questo è stato possibile attraverso degli Script SQL, tali da verificare che tutte le geometrie fossero effettivamente e soltanto dei punti singoli e, dei quali, non esistessero punti ripetuti con le stesse coordinate X e Y. Eliminando così il dato ridondante, nel caso in cui vi fosse la presenza di un punto o più punti ripetuti.

Da quanto detto ne discende, dunque, che la chiave di lettura del progetto qui descritto e che accompagna la mappa, ha come previsione nel prossimo futuro, il censimento in loco di tutti quegli elementi architettonici infrastrutturali, reali e materiali, prodotti dall’uomo di cui sopra indicati e presenti lungo la viabilità di competenza della CMRC. Tale obiettivo è realizzabile con la messa in atto di sopralluoghi mirati alla raccolta dei dati (facendo uso ad es. degli strumenti forniti dalla società Gulliver per le GeoFoto, dove i dati verrebbero convogliati entro un sistema denominato MDC-Collector che consentirebbe il passaggio nella banca dati Oracle), necessari a verificare lo stato di conservazione di dette architetture, nonché la formulazione di interventi manutentivi.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Reti, infrastrutture e servizi di comunicazione
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Inquadramento Territoriale

Inquadramento territoriale
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Il progetto “Inquadramento Territoriale” che andiamo a far conoscere fa parte della produzione cartografica ufficiale del Sistema Informativo Geografico ‒ GIS ‒. Nella fattispecie alla sua realizzazione si è fatta strada la necessità di voler mettere a disposizione una cartografia a tema ‒ territorio della città metropolitana ‒ da un lato alquanto leggibile nell’essere inquadrata e suddivisa in reticoli geografici ben definiti, dall’altro nell’essere funzionale nei vari utilizzi di chi ne dovrà fruire.

Su di una carta base è stato posto l’impianto del progetto, subordinato alla disponibilità di informazioni e alla comprensione della realtà territoriale definita entro riquadri, avvalendosi di un sistema cartografico che potesse soddisfare le esigenze operative quale:

  • la Nuova Carta Tecnica Regionale ‒ NCTR del Lazio ‒ (derivante dalla Carta d’Italia alla scala 1:100.000 dell’Istituto Geografico Militare), alla scala 1:50.000 (reticoli in rosso), 1:10.000 (reticoli in nero), 1:5.000 (reticoli in verde).

Le sezioni (fogli) della NCTR ‒ che compongono il quadro d’unione territoriale locale ‒ alla scala 1:50.000 sono suddivisi in 4x4 ottenendo da ciascuno 16 sezioni in scala 1:10.000, le sezioni sono ulteriormente ripartire in 2x2 traendo 4 elementi in scala 1:5.000. Le sezioni sono contraddistinte da un titolo e da un numero di sei cifre (le prime tre indicano il numero del foglio, la quarta e la quinta la posizione nell’ambito del foglio, la sesta è sempre zero ad indicare gli elementi a scala). Le coordinate geografiche sono riferite all'ellissoide internazionale con orientamento medio europeo (ED. 1950). Le coordinate piane ortogonali si attengono al sistema nazionale Gauss-Boaga, con il territorio italiano compreso in due fusi di 6° e con i meridiani centrali situati alle longitudini di 9° e 15° Est di Greenwich. Al margine di ogni sezione sono riportate apposite costanti dove è possibile ricavare anche il reticolato UTM.

Inoltre il progetto si avvale anche dell’impiego di cartografia rappresentativa quale:

  • le Carte dell’Istituto Geografico Militare ‒ IGM ‒ alla scala 1:100.000 (reticoli in blu), 1:25.000 (reticoli in arancio). Aventi la finalità manifesta dell’individuazione delle trasformazioni del territorio nella messa a confronto.

Il progetto, dunque, così come è stato pensato ed elaborato prevede la messa a disposizione, a largo raggio, del quadro conoscitivo del territorio-paesaggio (ad es. idrografia, pendii, terrazzi, bacini imbriferi, cavalcavia, rete viaria, ponti, aree urbane, aree coltivate, aree boschive ecc.), inquadrato entro un rigoroso sistema geometrico composto da un reticolato geografico che va a definire un quadro d’unione. L’intento è quello di utilizzarlo nell’individuazione di porzioni di territorio da analizzare, esaminare e quantificare nella sua composizione e nella sua trasformazione tanto genetica quanto concausata da interventi umani.

Il progetto è indirizzato agli operatori, ai progettisti, agli amministratori locali e chi a vario titolo si interessa di paesaggio. Di fatto esso vuole essere uno strumento operativo di dettaglio per tutte quelle attività disciplinari rivolte a studi e ricerche nel definire le direttive in quelle materie riguardanti l’uso del suolo, come ad esempio la pianificazione urbanistica e la programmazione a tutti i livelli.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Mappe di base
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000

Uso e copertura del suolo

Uso e copertura del suolo
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La mappa “Uso  e copertura e del Suolo” prodotta dal Sistema Informativo Geografico - GIS, contiene i dati in seno al progetto cartografico europeo denominato CORINE-Land Cover (di seguito CLC), realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), e quelli della Carta dell’Uso del Suolo della Regione Lazio (di seguito CUS), quest’ultima inquadrata nell’ambito del progetto CLC. Dati riconducibili al territorio metropolitano di Roma capitale.
La mappa così come è stata pensata e strutturata contiene la serie delle informazioni geografiche in termini temporali definite dallo studio-progetto del CLC a partire dal: 1990, 2000, 2006, 2012, 2018; con  cambiamenti e variazioni  che vanno dal: 1990/2000, 2000/2006, 2006/2012, 2012/2018; e quelle del CUS 2010 con gli aggiornamenti al 2016, immagazzinate in un sistema informativo geografico.
Di seguito diamo un quadro sintesi dei 2 progetti: 1. CLC - 2. CUS.


1. Il progetto cartografico CLC, specifico per la copertura e uso del territorio, è parte integrante - insieme ad altri progetti che riguardano, ad esempio, la conservazione della natura (CORINE-Biotopes), l’emissioni in aria (CORINE-AIR), i suoli ed erosione costiera (CORINE Erosion) - del programma CORINE (COoRdination of INformation on the l’Enviroment) approvato nel 1985 dal Consiglio delle Comunità Europee per dotare: Unione Europea, Stati associati, Paesi limitrofi dell’area mediterranea e balcanica di informazioni territoriali omogenee sullo stato dell’ambiente.
Lo scopo principale del programma CORINE è stato ed è quello di verificare la condizione dell'ambiente nell'area comunitaria, al fine di fornire un valido supporto allo sviluppo delle politiche comuni, atto a controllarne gli effetti e proporre eventuali correttivi.
Sin dall’inizio il progetto CLC, di cui la prima strutturazione risale al 1990 (CLC90), coordinato dalla Commissione Europea e dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), prevede la realizzazione di una cartografia tematica a copertura del suolo alla scala di 1:100.000, con una legenda di 44 voci su 3 livelli gerarchici. L’unità spaziale minima mappabile è stata indicata in 25 ettari, corrispondente ad un quadrato di 5 mm. di lato o ad un cerchio di 2,8 mm. di raggio.
Con i successivi aggiornamenti al CLC, prende corpo nel 2000, il progetto Image & Corine Land Cover 2000 (vi aderiscono 33 paesi tra i quali l’Italia. Il lavoro svolto dall’Italia è di tipo eterogeneo nelle diverse Regioni). A seguire quello del 2006 realizzato nell’ambito del programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security) Fast Track Service on Land Monitoring. Poi nel 2012 con l’avvio di  un piano per l’attuazione dei servizi di Land Monitoring nel settore GIO (GMES Initial Operations) Land Monitoring Implementation Plan 2011-2013.
Allo stato attuale la produzione dei dati CLC rientra nella sfera tematica “Land” del programma “Copernicus”, in cui ISPRA ha coordinato un partenariato progettuale Italian NRCs LC Copernicus supporting activities for the period 2017-2021, che ha portato all’aggiornamento del CLC2018: effettuato con l’impiego di immagini satellitari provenienti dal Sentinel-2 e dal Landsat8, geoprocessate e utilizzate nel procedimento di fotointerpretazione.
A corallario di quanto detto la tabella che segue definisce un quadro cronologico evolutivo-temporale della copertura del suolo del programma CORINE.

  CLC1990 CLC2000 CLC2006 CLC2012 CLC2018
Dati satellitari Landsat-5 MSS / TM
data unica
Lands13at-7 ETM
data unica
 
SPOT-4/5 e
IRS P6 LISS III
doppio appuntamento
 
IRS P6 LISS III
e RapidEye
doppio appuntamento
 
Sentinel-2 e Landsat-8 per il riempimento degli spazi
Coerenza temporale 1986-1998 2000 +/- 1 anno 2006 +/- 1 anno 2011-2012 2017-2018
Precisione geometrica, dati satellitari ≤ 50 m ≤ 25 m ≤ 25 m ≤ 25 m ≤ 10 m (Sentinel-2)
Min. unità di mappatura / larghezza 25 ha / 100m 25 ha / 100m 25 ha / 100m 25 ha / 100m 25 ha / 100m
Precisione geometrica, CLC 100 m meglio di 100 m meglio di 100 m meglio di 100 m meglio di 100 m
Accuratezza tematica, CLC  ≥ 85% (probabilmente non raggiunto)  ≥ 85% (raggiunto) [13]  ≥ 85%  ≥ 85% (probabilmente raggiunto)  ≥ 85%
Modifica mappatura (CHA) non implementato spostamento limite min. 100 m;
area di cambio per poligoni esistenti ≥ 5 ha; per cambi isolati ≥ 25 ha
 
dislocamento min. 100 m;
tutte le modifiche ≥ 5 ha devono essere mappate
 
dislocamento min. 100 m;
tutte le modifiche ≥ 5 ha devono essere mappate
 
dislocamento min. 100 m;
tutte le modifiche ≥ 5 ha devono essere mappate
 
Accuratezza tematica, CHA  -  non controllato  ≥ 85%
(raggiunto)
≥ 85% ≥ 85%
Tempi di produzione 10 anni 4 anni 3 anni 2 anni 1,5 anni
Documentazione metadati incompleti metadati standard metadati standard metadati standard metadati standard
Accesso ai dati (CLC, CHA) politica di diffusione poco chiara politica di diffusione concordata sin dall'inizio accesso gratuito per tutti gli utenti accesso gratuito per tutti gli utenti accesso gratuito per tutti gli utenti
Numero di paesi coinvolti  26
(27 con attuazione tardiva)
 30
(35 con attuazione tardiva)
 38  39  39

 

2. Il progetto CUS della Regione Lazio, conforme alle direttive europee (legenda, scala ecc.), è una carta tematica di base inquadrata, come già suesposto, nel circuito del progetto CLC dell’Unione Europea (realizzata nell’ambito della redazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale).
La carta si fonda su 5 classi principali: superfici artificiali, superfici agricole utilizzate, superfici boscate ed ambienti seminaturali, ambiente umido, ambiente delle acque. Si sviluppa per livelli di dettaglio in funzione della scala di rappresentazione, ponendosi alla lettura del territorio regionale al IV livello, con 72 classi di uso del suolo e con una unità minima cartografata di un ettaro.
La carta così come è stata strutturata, quale prodotto dall’originario rilievo eseguito dall’Unione Europea, contribuisce ad un uso flessibile in ordine all’approfondimento e all’integrazione delle classi, oltre a porre le informazioni temporali in essa contenute, ad un confronto, ad una lettura e ad un monitoraggio del territorio-paesaggio nelle sue dinamiche evolutive.
Si tratta di una carta regionale di chiara rilevanza territoriale, in quanto essa ha la proprietà di essere uno strumento operativo volto alla ricerca di chi a vario titolo si interessa di ambiente e di paesaggio naturalisto-antropico e, dunque, applicabile negli ambiti delle scienze naturali e territoriali-paesaggistiche, e della programmazione e pianificazione a tutti i vari livelli.

 

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Informazioni geo-scientifiche
  • Anno: 2018
  • Scala: 1:10.000
  • Ente: Regione Lazio

Sistema della mobilità

Sistema della mobilità
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La Carta della Mobilità nasce con l’intento di descrivere con perizia i servizi erogati, ponendosi allo stesso tempo come strumento di garanzia della trasparenza dei processi implementati. 

Nello specifico la Carta della Mobilità è la rappresentazione del sistema viario ai fini di una successiva implementazione. Essa si pone come strumento utile per le nuove politiche di sviluppo sostenibile che migliorino l’efficienza dell’impianto stradale. I nuovi strumenti di pianificazione nazionale, infatti, dovranno porre l’attenzione sulla mobilità, l’analisi delle sue componenti e delle problematiche ad esse connesse per la realizzazione di infrastrutture stradali sempre più sicure. 

La rete viaria della Città metropolitana di Roma Capitale si distribuisce sul territorio per circa 3.000 km. 

Nella mappa presentata è possibile visualizzare, nell’ambito dei confini amministrativi della Città Metropolitana di Roma Capitale, il sistema viario, costituito dalle strade statali e regionali, nazionali la rete ferroviaria e quella metropolitana. 

I principali obiettivi offerti dallo studio della Carta della Mobilità saranno quelli di: 

  • massimizzare l’efficacia, l’efficienza e l’affidabilità del trasporto locale e la sua integrazione con il trasporto ferroviario; 
  • massimizzare la capacità del sistema ferroviario di assorbire tutto il traffico possibile delle persone e delle merci; 
  • organizzare una rete stradale in modo da aumentarne l’efficienza; 
  • operare per una mobilità sostenibile assicurando ai cittadini e alle imprese la migliore accessibilità del territorio generale, promuovendo un sistema integrato in cui il trasporto collettivo assolva un ruolo fondamentale. 
  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Reti, infrastrutture e servizi di comunicazione
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:5.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Autorità di bacino - distretto appennino centrale

Autorità di bacino
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La mappa rappresenta i limiti dei bacini idrografici delle Autorità di Bacino ricadenti nel territorio dell’Ente, in particolare l’Autorità di Bacino Regionale del Lazio, l'Autorità di Bacino del Tevere e l'Autorità di Bacino Liri-Garigliano, con le relative vincolistiche dei rispettivi Piani di Assetto idrogeologico (PAI) e degli eventuali Piani Stralcio approvati da Decreti Segretariali successivi.

L’Autorità di bacino è un Ente, istituito con legge 18 maggio 1989 n.183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo). Essendo un organismo misto, costituito tra Stato e Regioni, ha il compito di coordinare tutte le azioni sul territorio, in particolare di pianificare in modo integrato ed unitario l’ambito e la programmazione fisico ambientale e socio-economica dei bacini idrografici.

Il bacino idrografico rappresenta la porzione di territorio che raccoglie le acque superficiali che defluiscono lungo i versanti e le fa confluire in uno stesso corso d’acqua. La linea di cresta dei rilievi che contornano il bacino prende il nome di spartiacque e separa un bacino dall’altro, inoltre è l'unità fisiografica fondamentale alla quale far riferimento nello studio dei fenomeni fluviali e dei processi geomorfologici ad essi legati e viene, inoltre, inteso come un ambito fisico di pianificazione che, supera le frammentazioni prodotte dall'adozione di aree di riferimento aventi confini esclusivamente amministrativi.

Sia il Piano per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) che i Piani stralcio, operano essenzialmente nel campo della difesa del suolo, con particolare riferimento alla difesa delle popolazioni e degli insediamenti residenziali e produttivi a rischio.

Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, che ha sostituito la legge 18 maggio 1989 n.183, ha istituito 8 distretti idrografici nazionali per i quali è necessario redigere il Piano di gestione.

Dal 14/06/2018, a seguito della pubblicazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 aprile 2018 (G.U. Numero 135 del 13/06/2018), le attività che erano state delegate alla Regione (determinazione n. G04012 del 29/03/2017) sono di competenza delle Autorità di bacino distrettuali.

Il territorio della Città Metropolitana di Roma ricade in parte nell’ambito del Distretto dell’Appennino Centrale (ex ambito de l’Autorità di Bacino Regionale del Lazio e dell’Autorità di bacino del Tevere) e in parte nel Distretto dell’Appennino Meridionale (ex ambito dell’Autorità di Bacino Liri-Garigliano).

Link del sito dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale: http://www.autoritadistrettoac.it/

Link del sito dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale: https://www.distrettoappenninomeridionale.it/

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Acque interne
  • Anno: 2019
  • Scala: 1:10.000
  • Ente: Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale/Meridionale

Carta base

Carta base
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Le carte tematiche contengono tutte le informazioni riguardanti un interesse applicativo per chi opera sul territorio. Esse si sviluppano partendo dalla cartografia di base, sul quale viene rappresentato ogni fattore considerato. Dall’incrocio dei suddetti fattori si determina la zonizzazione del territorio in aree omogenee. In questo modo è sempre possibile verificarne il contesto normativo e/o conoscitivo scientifico.  

La mappa proposta rappresenta uno strato informativo a composizione mista, formato sia da elementi morfologici del territorio che da elementi derivati dalla cartografia catastale. In essa vi è rappresentato l’aspetto amministrativo territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale, utile all’analisi di tematiche specifiche dell’ambito urbano.  

Oltre alla delimitazione dei limiti amministrativi comunali della Città Metropolitana di Roma e dei Comuni, (visualizzabili nei diversi contesti di sfondo cartografico), sono presenti: la suddivisione in municipi, la mappa idrografica, e l’indicazione della profondità marina rappresentata dalle curve batimetriche. All’interno della mappa possono inoltre essere visualizzati i reticoli dell’IGM proposti in differenti scale: 1:5.000, 1:10.000; 1:25.000; 1:50.000; 1:100.000.  

In generale, le carte tematiche forniscono informazioni riguardanti le peculiarità di un dato territorio e i processi di trasformazione che lo hanno interessato. Per poter intervenire sul territorio, sia con finalità urbanistiche che agricole, occorre, infatti, conoscerne non solo le caratteristiche geografiche ma anche i parametri (fisici, antropici, economici) necessari a rappresentare correttamente la situazione e l’evoluzione della zona analizzata.  

Le carte tematiche sono costituite da immagini grafiche, redatte su base cartografica, che, mediante una serie di elementi (campiture, simboli, colori, figure convenzionali, diagrammi), consentono legami geografici e valutazioni statistiche, qualitative e quantitative, riguardanti i diversi fenomeni specifici dei luoghi considerati. Esse comprendono una vasta gamma di elaborati assai diversificati, sia per le modalità di rappresentazione connesse alla natura degli argomenti trattati, che per la scala di rappresentazione e l’ampiezza delle aree rappresentate.  

Esistono diverse tipologie di carte: quelle che studiano la natura del territorio (carte geologiche, geomorfologiche, litologiche, del dissesto, della vegetazione, ecc.), altre che analizzano temi legati alla presenza antropica (carte della vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento, carte archeologiche ecc.) e carte relative ad aspetti della pianificazione e dell’utilizzazione reale del suolo (carta dei suoli, dell’uso reale del suolo, della capacità d’uso dei suoli, ecc.). 

Le carte tematiche possono essere catalogate come carte di base e carte di sintesi, a seconda che siano fondate su parametri rintracciabili direttamente sul terreno oppure siano il risultato dell’elaborazione delle carte di base a scopo di ricerca o di pianificazione territoriale.  

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Mappe di base
  • Anno: 2020
  • Scala: 1:25.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale

Vegetazione Reale aggiornamento 2013

Vegetazione reale
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La mappa è una rappresentazione cartografica aggiornata della vegetazione reale relativa alla Città Metropolitana di Roma Capitale. La stessa è stata realizzata attraverso: fotointerpretazione di ortofoto digitali a colori AGEA, acquisite nel 2008, rilievi fitosociologici e punti di controllo a terra. In essa è raffigurato il mosaico delle coperture del suolo e delle comunità vegetali effettivamente presenti sul territorio al momento dell’acquisizione fotografica aerea.  

Scala di interpretazione: 1:25.000. 

La vegetazione naturale è stata tematizzata in base al metodo fitosociologico di Braun-Blanquet, ovvero alla catalogazione attualmente proposta dalla comunità scientifica. Le altre coperture del suolo, descritte in legenda, sono state ordinate in categorie funzionali alla rete ecologica, dal primo al quinto livello. tramite classificazione Corine Land Cover,  

Recentemente l’Unione Europea ha predisposto una normativa riguardante la protezione di specie ed habitat naturali. Sono stati quindi introdotti vari sistemi di classificazione relativi alla copertura vegetale e ai sistemi antropici, al fine di uniformare i dati per tutti gli Stati membri. 

Per tale motivo il vettoriale della Vegetazione Reale, georeferito e collegato a un data base geografico, è tematizzabile secondo le categorie sintassonomiche della fitosociologia, ma anche secondo le classificazioni principali utilizzate dalle normative e dai programmi della Comunità Europea. Nel dettaglio:“Habitat di Natura 2000” (come descritti dalla Direttiva CEE 92/43); “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche” Corine Land Cover IV-V livello; Corine Biotopes (ovvero sistema di identificazione e descrizione dei biotopi di maggiore importanza per la conservazione della natura nella Comunità); sistema di classificazione degli Habitat EUNIS (European Nature Information System).  

 

  • Le corrispondenze tra i diversi sistemi di classificazione sono basate su:  
  • Banca dati dell’European Environment Agency; 
  • Aggiornamento della classificazione EUNIS effettuato nel 2004 (Davies et al. 2004) e nel 2007; 
  • Manuale degli Habitat di Carta della Natura (Angelini et al. 2009). Adattamento all’Italia prodotto dall’APAT nel 2004, aggiornato al 2011; 
  • Manuale italiano per l’interpretazione degli Habitat Direttiva 92/43/CEE (a cura di Biondi E. & Blasi C.). 
  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Ambiente
  • Anno: 2014
  • Scala: 1:25.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale
  • Sottocategoria Inspire: Habitats e biotipi

PRG - mosaico - Città metropolitana di Roma Capitale

PRG - mosaico - Città metropolitana di Roma Capitale
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La mappa rappresenta il Mosaico dei Piani Regolatori Generali dei Comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale, con Legenda Unificata (escluso Roma). La costruzione del Mosaico dei PRG dei Comuni della Città metropolitana di Roma, si pone come quadro dinamico degli strumenti urbanistici, relativi a ciascun singolo comune, alla data di adozione del Piano Territoriale Provinciale Generale (PTPG). 

L'intento principale della mappa risiede nella possibilità di disporre di un quadro generale della pianificazione comunale che consenta di ragionare in termini di aggregazione e di confronto tra i diversi Piani. 

 

L’attività di sviluppo della mappa ha attraversato diverse fasi: 

  1. Ricomposizione del quadro di riferimento dello stato attuale della pianificazione comunale. Si è resa necessaria la raccolta delle informazioni presso la Regione, la Provincia e i Comuni e la relativa sistematizzazione laddove necessario. Obiettivo di questa fase è stato l’acquisizione, per ogni singolo Comune, della disciplina urbanistica di riferimento completa di piano, varianti e riferimenti agli atti amministrativi dell’iter di approvazione; 

  1. Acquisizione dei materiali urbanistici cartacei e/o digitali (se riconoscibili come validi ai sensi delle vigenti normative) relativi ai piani comunali, comprensivi di elaborati grafici (planimetrie) e testuali (relazioni e norme tecniche di attuazione), da sottoporre a scansione; 

  1. Georeferenziazione degli elaborati grafici, rappresentativi degli azzonamenti di piano, in corrispondenza carto-topografica con la cartografia di base (CTRN Regione lazio); 

  1. Costituzione dell’archivio digitale dei materiali sorgente (le fonti del mosaico) elaborati; 

  1. Digitalizzazione dei singoli piani comunali secondo un modello dati geografico omogeneo prestabilito, al fine di garantire la massima compatibilità con le norme e disposizioni vigenti in materia di interoperabilità dei dati geografici (Direttiva INSPIRE e successive); 

 

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Pianificazione del territorio e catasto
  • Anno: 2010
  • Scala: 1:10.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale
  • Sottocategoria Inspire: Unità amministrative

Microzonazione Sismica Parziale

Microzonazione Sismica Parziale
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La mappa presenta lo studio della microzonazione sismica ovvero la suddivisione dettagliata del territorio, fondata sulla risposta dei terreni, durante un evento sismico, a una scala sufficientemente piccola (comunale o sub comunale), nonché l’individuazione dei possibili effetti indotti sul territorio dallo scuotimento (effetti di sito). La microzonazione sismica si contrappone alla macrozonazione sismica, la quale suddivide invece un territorio in macrozone di pericolosità sismica, numerate da 1 (zone più pericolose) a 4 (zone meno pericolose) che, però, data la risoluzione spaziale considerata, non sono in grado di evidenziare gli effetti di sito. Le diverse porzioni del territorio andranno ad essere suddivise in "MOPS" Microzone Omogenee in Prospettiva Sismica, ovvero delle aree che presentano un'analoga risposta alla sollecitazione sismica. Per poter effettuare una mappatura di microzonazione sismica si necessita della misura e dell'analisi della risposta sismica locale a sollecitazioni sismiche di riferimento.

La Microzonazione Sismica, è uno strumento di prevenzione e riduzione del rischio sismico particolarmente efficace, costituendo un supporto fondamentale agli strumenti di pianificazione urbanistica comunale (previsionali e attuativi), per indirizzare le scelte urbanistiche verso quelle aree a minore pericolosità sismica.

Nella Regione Lazio, ai sensi della DGR n. 545/10, la Microzonazione Sismica è obbligatoria, per il Livello 1 su tutto il territorio comunale, per il Livello 2 per tutti i Piani Urbanistici Attuativi, mentre per il Livello 3 sulle zone suscettibili di instabilità, per gli Edifici Strategici o Rilevanti, sulle aree che a seguito del Livello 2 richiedono il Livello superiore.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Informazioni geo-scientifiche
  • Anno: 2019
  • Scala: 1:2.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale
  • Sottocategoria Inspire: Geologia

Carta Geologica e Litologica

Carta Geologica e Litologica
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Il Campo Classe Litologica è formato da 102 categorie di codifica, esclusa quella lago, presente in tutti i campi e relativa ai laghi attuali. Esso è caratterizzato esclusivamente dal dato litologico puro (es. Argilla) consentendo un livello di codifica differente (ad esempio, le formazioni geologiche con età differenti possono avere la medesima classe litologica). Alcune categorie di codifica presentano più di una litologia (ad es. arenaria/argilla), assegnando altresì un grado di prevalenza di una litologia sull’altra.

Nel caso in cui siano presenti più litologie nelle medesime features, l’ordine di scrittura corrisponde all’ordine di prevalenza di una litologia sull’altra.

Va comunque sottolineato che, per alcune formazioni geologiche, risulta complicato assegnare una litologia rappresentativa per tutto il territorio, poiché le stesse, hanno sia caratteristiche litologiche eterogenee che a carattere locale.

Il campo Classe Orogenica è caratterizzata da 6 categorie di codifica ed ha la funzione di distinguere i depositi in base alla loro collocazione nella fase di strutturazione orogenica dell’Appennino centrale. L’orogenesi è il processo che porta alla nascita di una catena montuosa. Si verifica ai limiti di placca convergenti, dove è in atto una subduzione.

Gli Orogeni sono fasce corrugate in cui le rocce hanno subito intense deformazioni e sono interessate da forte attività magmatica e metamorfica. Secondo la tettonica delle placche, gli orogeni si generano, soprattutto per collisione, sui margini dei cratoni, che possono così accrescersi lateralmente per aggiunta di orogeni successivi.

Il campo Sistema Deposizionale è l’insieme di più ambienti, geneticamente legati, che si sviluppano contemporaneamente e che producono uno specifico tipo di sedimenti e di architetture deposizionali.

L’ambito Deposizionale è formato da 16 categorie di codifica ed ha la funzione di distinguere le peculiarità geologiche in base al loro ambiente di origine, formazione e sedimentazione.

Esistono differenti tipologie di sistemi deposizionali caratterizzati da ambienti continentali e marini.

Il campo Zone Sismiche rappresenta la nuova classificazione, elaborata nel 2009 dalla Regione Lazio, in base alla quale il territorio regionale è stato riclassificato in 3 zone sismiche principali (da 1 a 3) e due sottozone (A, B). Nell’ambito di tale classificazione, il territorio di Roma è passato dall’appartenenza ad un’unica zona sismica (zona 3) ad una suddivisione in Unità Amministrative Sismiche (U.A.S.) che, nel caso di Roma, coincidono con i Municipi. La diversa attribuzione ad una zona sismica comporta una differente applicazione della normativa, in particolare in sede di strumenti urbanistici.

Il rischio sismico è la misura del danno atteso che un terremoto può provocare in un dato intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità dell’area, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione (ovvero del livello di esposizione al rischio: natura, qualità e quantità dei beni esposti). Questa tipologia di rischio è determinata dalla relazione tra tre elementi, ovvero pericolosità, vulnerabilità ed esposizione.

  • Tipologia: Carta tematica
  • Categoria Inspire: Informazioni geo-scientifiche
  • Anno: 2012
  • Scala: 1:50.000
  • Ente: Città metropolitana di Roma Capitale
  • Sottocategoria Inspire: Geologia